I Luoghi del Fortino

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 Tutta la zona che va dalla curva dei Bufalotti  (“le tre buche”) e fino a Boccadarno, è stata creata e consolidata a partire dal 1606 , con lo spostamento della foce del fiume verso nord mediante il cosiddetto Taglio Ferdinandeo, dal nome del Granduca Ferdinando I di Toscana, allora regnante.

 

A memoria del vecchio tracciato restò un'area paludosa, denominata Arnovecchio, o Arnino, prosciugata in epoche più recenti mediante una bonifica di colmata. Di questi eventi, dai quali derivarono i primi insediamenti civili sul litorale, restano molte persistenze, le quali costituiscono di fatto un tanto unico quanto prezioso patrimonio di memoria storica. Le tre buche, ovvero l’impianto di regimazione costruito dai lorena, ancora in gran parte intatto, le case Apolloni, edifici rurali con grandi aie, ancora esistenti, collocate lungo la via vecchia di Marina (ora via della Foce), il Lamone e gli altri fossi , tracce di quel sistema di lame e cotoni che è sopravvissuto fino alla bonifica.

Più verso il mare, nella zona del Porto, il Fortino ormai scomparso che ha dato il nome a tutta la zona, mentre sono state fortunatamente risparmiate la vecchia dogana (la “casa delle rondini” che ospitò la Duse e poi D’Anmunzio) e le case rurali degli Apolloni, dove si insediò alla fine dell’800 il Ceccherini traslocato da San Rossore. Già nel 1500 la Foce era dotata di due torri di avvistamento e difesa, le cui tracce sono ancora visibili inglobate in una casa colonica in località Torretta e nel fabbricato della fattoria Arnovecchio. L’obelisco in memoria dello sbarco di Garibaldi, il terreno dove sorgeva la vecchia fabbrica di aeroplani da guerra, gli impianti di difesa voluti dai tedeschi. Il tutto, in un contesto paesaggistico (“l’incanto di Boccadarno” di cui parlava D’annunzio), che resiste incredibilmente alle aggressioni di cui è stato vittima.

In questa area, all’antico insediamento di coloni e pescatori locali si aggiunsero nel secolo scorso nuovi insediamenti di pescatori provenienti dall’adriatico e da altre aree del tirreno, (prima di paranza, poi di barche a motore) ; poi un consistente insediamento operaio. I tre gruppi hanno costituito nel tempo il nucleo centrale della comunità di paese, la cui storia si è intrecciata ed arricchita con gli insediamenti “nobiliari” e con la storia dei bagni. Abbiamo ritenuto opportuno richiamare questi dati, a sottolineare l’importanza della necessità di una particolare attenzione nella progettazione sociale e urbanistica di questa area, che negli ultimi anni ha avuto un forte sconvolgimento. E’ qui che si costruisce il porto, ed è anche qui che è previsto un insediamento urbano di grossa consistenza. Non si tratta tanto di non disperdere i tratti di identità comunitaria, obiettivo comunque da non disprezzare, quanto di porre le basi perché i futuri sviluppi siano orientati alla costruzione di un cemento di comunità. I primi passi che si sono compiuti (costruzione di rotatorie, distruzione di testimonianze di vita come i rifugi (cfr. il bel libro di Amedeo Bullo, ma anche “Arselle”).

 

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       I luoghi della Marina Magica

 

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I Luoghi del Fortino

Domenica, 26 Gennaio 2014 16:09
 Tutta la zona che va dalla curva dei Bufalotti  (“le tre buche”) e fino a Boccadarno, è stata creata e consolidata a partire dal 1606 , con lo spostamento della foce del fiume verso nord mediante il cosiddetto Taglio Ferdinandeo, dal nome del Granduca Ferdinando I di Toscana, allora regnante.

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